Chiesa di Engazzà

Le Opere

Le prime notizie della chiesa di Santa Maria Assunta in Engazzà, risalgono al 1460 quando fu visitata dal vescovo Matteo Canato. La chiesa, che era ancora una cappella soggetta alla pieve di Salizzole e si trovava in buono stato di conservazione, era stata, probabilmente, edificata non oltre cinquant'anni prima come si può desumere dalla morfologia dell'abside.

Essa appare di forma semicircolare con lesene esterne in cotto, finestre ogivali e strombate e chiusa superiormente da volte a crociera, secondo una consuetudine adottata nel primo Quattrocento. Quasi settant'anni dopo, e precisamente il 30 gennaio 1528, il vicario del vescovo G.M. Giberti trovò la chiesa semiscoperta poiché, dopo i lavori di allungamento della navata, la ricostruzione del tetto non era ancora ultimata.

Dopo che la chiesa era stata elevata a parrocchia, si era sentita la necessità di aumentarne la capienza per accogliere un maggior numero di fedeli e questo fu ottenuto prolungando la navata anteriormente. Nella circostanza è stato con molta probabilità costruito il bellissimo portale in marmo di Verona con archivolto a tutto sesto, e con gli stipiti conclusi da capitelli corinzieschi di chiara impronta rinascimentale. Fu conservata la finestra gotica sul fianco destro della navata.

I lavori di completamento e di copertura si conclusero entro il 28 settembre 1530 e così i 350 abitanti di Engazzà poterono essere accolti nella chiesa rinnovata.

Nel 1541 il vescovo G.M. Giberti visitò la chiesa di Engazzà e trovò che i fedeli confessati e comunicati erano 460; lo stesso vescovo ordinò che fosse rifatta la porta d'ingresso del campanile, ciò conferma che già nel 1541 la chiesa di S. Ma~ ria ne era Provvista.

Nel 1568, quando fu visitata dal vescovo Agostino Valier, la chiesa ad unica navata con presbiterio e coro, era dotata di tre altari laterali: uno dedicato a S. Nicola, che apparteneva alla famiglia Zaccaria, un altro dedicato alla Beata Vergine e il terzo al Corpo di Cristo, entrambi di pertinenza delle omonime confraternite. Nel 1595 fu istituita la compagnia del Rosario che nel 1608 provvide ad erigere il proprio altare.

Nella seconda metà dell'Ottocento, il parroco don Toajari (1862-1894) prese molte iniziative per ingrandire e abbellire la chiesa. La amplio con lo spostamento della facciata verso la strada comunale di circa 5 metri, onde permettere la realizzazione di coro e organo lignei, risistemò il campanile e l'oratorio, rinnovò la decorazione intema della navata, fece erigere nuove balaustre agli altari, dotò la chiesa di un nuovo pulpito. La navata fu allungata del tratto antistante il primo altare, come si può evincere dalla lettura delle partiture murarie, il portale cinquecentesco in marmo rosa venne trasferito nella nuova facciata e inglobato in un altro di tufo con piedritti gradonati e timpano triangolare ad angolo acuto; furono aperte due bifore ogivali molto slanciate e un oculo cieco decorato all'intemo; la facciata venne conclusa da una cornice di archetti rampanti e da guglie piramidali poggianti su pilastrini. Ne risultò un prospetto in stile neogotico.

A conclusione di queste brevi note sulla chiesa riportiamo l'e­lenco dei parroci di Engazzà:

Nomine dei titolari:

Taffello de Taffellis 1566-1575; Giacomo Lavori; Bernardino Regatino 1575-1584: Domenico Bresciani 1584-1586; Alessandro Gabrieli 1586-1589; Cosma Fabronio di Faenza 1589-1607; Stefano Gonzaga 1607-1610; Ottavio Calvisano 1610-1623; Giovanni Maria Cesari 1623-1623; Francesco Girelli 1623 - 1630; Giovanni Battista Rossi 1633-1661; Bartolomeo Macarinelli 1661-1685; Paolo Dalla Costa 1685-1686; Francesco Piva 1686-1687; Francesco Tonini 1687-1705; Santo Montagnoli 1705-1747; Giovanni Maria Qurientoni 1748-1761; Lorenzo Vedovelli 1761 - 1797; Angelo Caldana 1799-1803; Antonio Parolini 1803-1806; Carlo Ambrosini 1806-1820; Antonio Parolini 1820-1821; Luigi Cunego 1821-1828; Riccardo Toajari 1863-1894; Giovanni Bertasi 1895-1897; Romolo Toldi 1897-1930; Giuseppe Alessandro Gianfilippi 1930-1959; Francesco Cesari 1959-1971; Germano Malacchini 1971-1982; Angelo Garonzi 1982-1993; Flavio Squassabia 1993-2003; Martino Silvestroni, Novembre 2003;


Da: 'La chiesa di S. Maria Assunta di Engazzà", di Remo Scola Gagliardi in `SALIZZOLE", 1998



Le Opere


Sono presenti all'interno della chiesa di S.Maria Assunta alcune opere di notevole interesse artistico. La tela del coro raffiguran­te Madonna Assunta e i Santi Pietro e Giovanni Evangelista fu ritenuta in passato opera di Fe­lice Brusasorzi (c. 1542-1605),ma attribuita recentemente a Giovanni Caroto (c. 1488-post 1562). Pregevoli anche le tele del presbiterio racchiuse entro cornici di stucco. Sulla sinistra, Cristo carico della croce incontra la Madre; sulla destra abbiamo la Visione di S. Eustachio, di au­tore sconosciuto.

Pittura e scultura lignea interessano entrambe l'altare del Rosario (primo a destra datato 1 settembre 1613) che fu realizzato interamente in legno da ignoto intagliatore ed eretto su commis­sione della confraternita mariana che lo officiava e dalla Comunità per devozione.

Il paliotto presenta tre specchiature vuo­te con contorni ad intaglio e, agli angoli, angeli a tutto tondo. Due colonne corin­zie reggono la trabeazione e timpano, il tutto ricoperto da doratura. Al centro del­la scena, in una nicchia delimitata da edi­cola con colonnine e timpano, è colloca­ta una Madonna col Bambino. Statua policroma di rara bellezza d'ignoto intagliatore veronese attivo nel tardo Quattrocento. Attorno all'edicola 15 piccole tele compongono la pala e illustrano i Misteri del Rosario, attribuiti a Pasquale Ottino (1578-1630).

L'altare maggiore interamente in legno è un piccolo gioiello del primo barocco. Una lunga iscrizione a retro attesta l'anno di erezione il 1617 ed elenca le autorità del tempo. Imponente si presenta il tabernacolo con prospetto a facciata di basilica echeggiante quella di S. Pietro a Roma. Lo sovrasta il ciborio, in parte dipinto, a pianta ottagonale sormontato da balaustra che circonda il tamburo e culmina in una cupola a spicchi. Il complesso è interamente dipinto di bianco a finto marmo mentre le ricche decorazioni, le semicolonne e nicchie sono rivestite da doratura stesa o forse rifatta nel 1895.

Nella piccola sagrestia, pure in una nicchia sopra l'altare, uno smilzo S. Rocco con fido cane che ricorda il suo culto ricevette nuovo impulso a seguito delle epidemie di colera verificatesi numerose nell'Ottocento.

Da La chiesa di S. Maria Assunta di Engazzà" di Luciano Rognini, in "SALIZZOLE", 1998




La Chiesa di Engazzà




Presbiterio e Altare




S. Eustachio




Salita al Calvario



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